Fridays for Future

Venerdì 24 maggio,

secondo sciopero globale per il futuro 

A due giorni dalle elezioni per il parlamento europeo si svolgerà il secondo Sciopero Mondiale per il futuro, dopo il grandissimo successo di quello del 15 marzo. In quell’occasione, nel mondo, centinaia di migliaia di persone hanno manifestato contro i cambiamenti climatici e lo spettro dell’estinzione delle specie viventi. 

Tutto é nato dalla quindicenne svedese Greta Thunberg che dal 20 agosto 2018 ha deciso di non andare a scuola fino alle elezioni legislative del 9 settembre. La decisione di questo gesto è nata a fronte delle eccezionali ondate di calore e degli incendi boschivi senza precedenti che hanno colpito il suo paese durante l’estate. Voleva che il governo svedese riducesse le emissioni di anidride carbonica come previsto dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico ed è rimasta seduta davanti al parlamento del suo Paese ogni giorno durante l’orario scolastico. Il suo slogan era Skolstrejk för klimatet (Sciopero della scuola per il clima).A seguito delle elezioni, ha continuato a manifestare ogni venerdì, lanciando così il movimento studentesco internazionale Fridays for Future. Ha partecipato alla manifestazione Rise for Climate davanti al Parlamento Europeo a Bruxelles e ha parlato alla manifestazione organizzata da Extinction Rebellion a Londra (31 ottobre 2018). Il suo sciopero del venerdì ha attirato l’attenzione dei media in diverse nazioni e manifestazioni simili sono state organizzate in altri paesi, tra cui i Paesi Bassi, l’Italia, la Germania, la Finlandia, la Danimarca e l’Australia.

Il 4 dicembre 2018 Greta ha parlato alla COP24, vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutosi a Katowice, in Polonia.

Il 25 gennaio 2019 è intervenuta con un discorso molto duro al Forum economico mondiale di Davos, volto a far comprendere il panico che si dovrebbe provare di fronte ai cambiamenti climatici. 

Il 15 marzo 2019 si è tenuto lo sciopero mondiale per il futuro, al quale hanno partecipato moltissimi studenti in 1700 città in oltre 100 paesi del mondo (un milione solo in Italia) 

Greta Thunberg è intervenuta alla manifestazione organizzata a Stoccolma, ricordando come sia necessario che i politici agiscano, dando ascolto ai moniti degli scienziati sul clima. Tra le risposte alla manifestazione c’è stata quella della Commissione europea, che ha affermato di ascoltare la richiesta dei giovani e di stare agendo in quella direzione.

il 22 febbraio viene divulgato il primo rapporto globale FAO sullo biodiversità mondiale per lʼalimentazione e lʼagricoltura secondo il quale vi sono preoccupanti prove che la biodiversità che sta alla base dei nostri sistemi alimentari stia scomparendo, mettendo a rischio il futuro dei nostri alimenti, dei mezzi di sussistenza, della salute umana e dellʼambiente.

Il 6 maggio a Parigi viene reso noto il rapporto dell’organismo Onu sulla biodiversità (IPBES). Il testo è l’estrema sintesi di un rapporto di 1800 pagine, frutto di tre anni di censimenti, analisi di dati da parte di diverse centinaia di esperti. Il rapporto valuta i cambiamenti negli ultimi cinquantʼanni, fornendo un quadro completo della relazione tra i percorsi di sviluppo economico e il loro impatto sulla natura. Alla luce di questi dati numerosi scienziati affermano che la Terra è all’inizio della sesta estinzione di massa della sua storia, ma la prima attribuita all’uomo e alle sue attività.  Negli ultimi secoli per mano dell’uomo sono già scomparse 680 specie di vertebrati. “Stiamo erodendo i pilastri stessi delle nostre economie, i nostri mezzi di sostentamento, la sicurezza alimentare, la salute e la qualità di vita del mondo intero” ha avvertito Watson, presidente dell’Ipbes, sottolineando nel contempo che “non è troppo tardi per agire, ma solo se cominciamo da subito e a tutti i livelli, da quello locale a quello mondiale”. 

Tendenze globali stimate per gli anni a venire (rapporto IPBES 2019)

Da allora migliaia di persone  su scala planetaria, hanno manifestato la preoccupazione per gli allarmi degli scienziati. Uno per tutti : il movimento Extinction Rebellion (o XR), é sceso in piazza a Londra per settimane ad aprile : incroci e ponti bloccati, traffico paralizzato, sit-in lungo i nodi nevralgici della città. Un vero e proprio movimento di disobbedienza per il clima (durante le proteste di XR, gli arresti per ostruzione sono stati oltre mille)  e che, su tale pressione, la Gran Bretagna ha dichiarato lo stato di emergenza climatico.

Nonostante l’attivismo continuo e gli allarmi ripetuti degli scienziati la risposta delle istituzioni nazionali e internazionali risulta inadeguata : il 9 maggio 2019 il summit dei i capi di Stato o di governo dell’UE, nella città romena di Sibiu si é concluso in tono minore, e con una Dichiarazione che ignora la questione ambientale e il cambiamento climatico (con l’Italia rappresentata dal premier Conte che non ha firmato lʼappello di alcuni Stati membri che chiede allʼUnione europea di azzerare le emissioni di gas serra entro 2050)

Nemmeno le nazioni più favorevoli agli accordi di Parigi (dicembre 2015) sono riuscite a trovare i consensi e i necessari finanziamenti per la sua effettiva applicazione : limitare lʼaumento a 1,5 grado della temperatura globale, rispetto ai valori dellʼera preindustriale. lʼUnione europea si è data lʼobiettivo di diminuire del 40 per cento le sue emissioni entro il 2030. In pratica, significa accelerare la transizione alle energie rinnovabili per tagliare i consumi di combustibili fossili come petrolio, gas e carbone. Si tratta di indirizzi politici generali che riguardano i piani energetici e dei trasporti, le decisioni come quella di abbandonare il carbone o tassare i carburanti, gli incentivi per lʼauto elettrica. Sono decisioni che dipendono in parte dai singoli paesi, e molto dallʼUnione europea nel suo insieme. E dal Parlamento europeo, per cui voteremo il 26 maggio.  

I partiti della destra radicale sono lʼincognita principale: quelli ultranazionalisti, antieuropeisti, per lo più antimmigrati, spesso antisistema che negli ultimi anni hanno guadagnato terreno in diversi paesi europei, ottenendo forti rappresentanze nei parlamenti nazionali e in alcuni casi andando anche al governo – come in Ungheria, in Austria, in Polonia e in Italia. Nellʼultima legislatura europea (2014-2019), i ventuno partiti della destra radicale avevano insieme quasi il 15 per cento dei seggi, la quota più alta degli ultimi trentʼanni. Questi partiti si sono per lo più opposti alle politiche per contrastare il cambiamento climatico: ma non tutti lʼhanno fatto e soprattutto non con gli stessi argomenti. Ci sono quelli apertamente “negazionisti” o “scettici”, che negano o comunque mettono in dubbio lʼimpronta umana sul riscaldamento globale. Più spesso però le destre europee non citano affatto la questione del clima nei loro programmi, o lʼaffrontano solo in modo marginale, e senza prendere posizioni chiare – come si scopre dalla mappatura dei programmi delle estreme destre europee sul clima condotta da due ricercatori dellʼistituto berlinese Adelphi (Convenient truths. Mapping climate agendas of right-wing populist parties in Europe, Berlino 2019). 

Se l’Europa ha problemi, l’America non é più serena : Donald Trump ha ritirato gli Stati Uniti dall’accordo sul clima di Parigi già nell’estate del 2017 ed ha adottato un provvedimento che, tra le altre cose, prevede di tenere aperte centinaia di centrali elettriche alimentate a carbone, che secondo il piano di Obama avrebbero dovuto essere sostituite da impianti eolici e solari. Trump inoltre ha nominato Scott Pruitt, uno scettico dei cambiamenti climatici, alla guida dell’agenzia per la protezione ambientale (Epa) e ha proposto di tagliare drasticamente i fondi dei programmi scientifici sul clima.

Questo é il teatro dove nei prossimi giorni si muoverà il previsto oceanico sciopero mondiale , Greta manifesterà a Copenaghen con lo slogan “rendere le elezioni europee delle elezioni per il clima” ; il corteo nella capitale danese chiederà un’azione immediata della politica per contrastare il cambiamento climatico. Ogni giorno trascorso senza un’azione rende i problemi più difficili da risolvere”. 

FONTI

https://www.ipbes.net/system/tdf/spm_global_unedited_advance.pdf?file=1&type=node&id=35245

http://www.nationalgeographic.it/natura/2019/05/07/news/

rapporto_onu_un_milione_di_specie_a_rischio_di_estinzione_agire_subito-4397244/?refresh_ce https://www.onuitalia.com/2019/02/22/biodiversita/ https://www.ilpost.it/2019/03/14/sciopero-studenti-clima-greta-thunberg/

https://www.internazionale.it/notizie/2015/12/13/cosa-prevede-l-accordo-sul-clima-approvato-dalla-conferenzadell-onu-a-parigi

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/clima-greta-thunberg-marcia-friday-for-future-cosa-hamesso-moto-mondo-ragazzina-16-anni/b613527c-7665-11e9-bcad-cb3963eb9263-va.shtml?refresh_ce-cp

https://www.repubblica.it/ambiente/2019/05/06/news/il_declino_della_vita_sulla_terra_accelera_fino_a_un_milione_di_specie_estinte_nei_prossimi_decenni-225578515/

https://www.internazionale.it/reportage/marina-forti/2019/03/07/destra-europa-riscaldamento-globale

https://elisabettacorra.net/2019/04/28/con-extinction-rebellion-lautocoscienza-della-rivolta-e-ormai-azione-dimassa/

https://www.repubblica.it/ambiente/2017/11/13/news/

documento_di_15000_scienziati_il_pianeta_in_crisi_si_cambi_ora_o_mai_piu_-181015393/ https://www.vglobale.it/2019/05/06/abbiamo-compromesso-il-40-del-mare/

https://www.internazionale.it/reportage/marina-forti/2019/03/07/destra-europa-riscaldamento-globale

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2019/05/20/europee-marcia-con-greta-acopenaghen_0d5fca13-54e6-4b65-9a71-9dc1623e30d6.html

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