Luiz Inácio Lula da Silva

Politico brasiliano nato a  Caetés il 6 Ottobre del 1945 da famiglia povera e analfabeta.

A 19 anni inizia a lavorare con il sindacato durante la dittatura brasiliana e nel 1978 divenne presidente del sindacato dei lavoratori dell’acciaio (Sindicato dos Metalurgicos do ABC).

Nel 1980 fu uno dei fondatori del  il Partido dos Trabalhadores (PT) e, dopo una sconfitta alle elezioni come governatore di San Paolo nel 1982, ottenne nel 1986 un seggio al Congresso brasiliano dove partecipò alla redazione della Costituzione brasiliana post dittatura.

Nel 1989 si candidò come presidente ma venne osteggiato da imprenditori e banchieri e partì una campagna mediatica contro di lui (famoso il dibattito presidenziale contro Collor fortemente censurato da Rete Globo) e anche a seguito di alcuni brogli durante le elezioni non venne eletto.

Riprovò ad essere eletto nel 1994 e nel 1998 ma corse contro Fernando Henrique Cardoso ex ministro e responsabile del piano real che riportò sotto controllo l’inflazione brasiliana e perse in entrambe le occasioni.

Si ripresenta nel 2002 e rinuncia al progetto di condizionare il pagamento del grande debito pubblico estero Brasiliano ad una verifica e vince le elezioni con 52,4 milioni di voti il più alto numero di voti ricevuto fino ad oggi nella storia democratica del Brasile da un candidato. E nel 2006 viene riconfermato nella carica.

Dall’inizio della sua carriera Lula ( soprannome che dal 1982 ha fatto aggiungere al suo nome legale ) ha fortemente modificato le sue posizioni fino ad arrivare ad una visione riformista, e durante la sua presidenza si è messo mano ad una nuova legislazione sulle pensioni, le tasse, il lavoro e la giustizia mentre molti altri cavalli di battagli del PT non sono stati attuati tanto da creare una spaccatura nello stesso partito con la creazione del Partito Socialismo e Libertà.

A livello di politiche sociali famosa l’iniziativa Fome Zero finalizzata a porre fine alla fame in Brasile e per contrastare la gravidanza adolescenziale, rafforzare l’agricoltura familiare, distribuire una quantità minima di denaro per i poveri e molte altre misure.

Altra iniziativa, forse più importante, è  Bolsa Família programma finalizzato a garantire welfare alle famiglie brasiliane in cambio di scolarizzazione e vaccinazione dei figli. Questo programma ha diminuito del 27.7% la povertà in Brasile (fonte : Fondazione Getulio Vargas) e risulta che nel 2011 il 26% della popolazione brasiliana è stata coperta da questa iniziativa.

Nel 2013 il ceto medio brasiliano è arrivato a raggiungere il 54% della popolazione grazie a questa iniziativa e ad altre come il Sus (Sistema unico di salute) e il Brasil Sem Miseria (Brasile senza miseria)

A livello di politica economica all’inizio del suo mandato e con la salita al potere in Venezuela di Hugo Chavez Il Brasile vide una diminuzione del real e un abbassamento del rating del Brasile. In questo contesto il governo di Lula rinnovò gli accordi con il FMI e riuscendo a ripagare il suo debito nel 2005, con due anni di anticipo, riducendo gli indici di rischio sovrano di 250 punti. Nel suo secondo mandato grazie al Programa de Aceleração do Crescimento (PAC, Programma di accelerazione della crescita) lanciò un programma d’investimenti atti a risolvere i problemi infrastrutturali che bloccavano la crescita economica del paese migliorando la classificazione del debito brasiliano da speculative a investment grade.

Da notare che il Brasile grazie alle politiche economiche e alla gestione di Lula è riuscito a superare con facilità la crisi economica causata dalla crisi di Wall Street del 2008.

A livello di politiche ambientali la deforestazione amazzonica è diminuita da 27700 km² all’anno a 4.500 km² all’anno.

In politica estera Lula si impone come mediatore soprattutto di situazioni complesse in sud america imponendosi come mediatore e ricevendo riconoscimenti da vari esponenti politi internazionali tra cui Chavez e George W. Bush. Da notare che durante la sua presidenza il commercio estero è migliorato nettamente passando da un passivo significativo ad un’eccedenza di 29 miliardi di dollari nel 2004.

Lascia la carica nel 2010 quattro mesi prima della fine del suo secondo mandato e non potendosi candidare per un terzo mandato propose Dilma Rousseff come candidata del PT alle elezioni presidenziali.

Nel 2016 viene implicato nella  Operação Lava Jato con l’accusa di aver ricevuto denaro dallaPetrobras, oltre che da altre imprese e il 12 luglio del 2017 viene condannato a 9 anni e mezzo di prigione, e nel 2018 è stata confermata la sentenza ed aumentata la pena, impedendo a Lula di presentarsi alle elezioni presidenziali dove i sondaggi lo davano per vincitore (per la legislatura brasiliana un candidato non può presentarsi se colpevole dopo il secondo grado di giudizio seppure non sia ancora una condanna definitiva) suscitando grande scalpore sia in patria che all’estero tanto da far richiedere all’Onu la possibilità per Lula di essere candidato come presidente.

In definitiva ci troviamo davanti ad un presidente che pur migliorando significativamente le condizioni economiche e di vita del suo paese non è riuscito a risolvere le contraddizioni economiche interne del proprio paese permettendo alla destra più estrema di mettere un proprio esponente oggi alla presidenza del Brasile (Bolsonaro).

Aggiornamento 12/06/2019

Il sito The intercept ha fatto uscire ieri delle intercettazioni di messaggi di telegram tra il giudice del processo a Lula, Sergio Moro, oggi ministro della giustizia del governo Bolsonaro e il procuratore Deltan Dallagnol accusatore nello stesos processo Moro si sarebbe prodigato per raffoprrzare l’impianto accusatorio contro Lula anche davanti ai dubbi di Dallagnol di sostenibilità delle prove andando contro l’obbligo di imparzialità e terzietà del ruolo di giudice. Ricordiamo che la sentenza contro Lula del giudice Moro ha spianato la strada alla vittoria di Bolsonaro presidente dell’attuale governo di cui Moro è ministro della giustizia.

Per Bibliografia e approfondimenti:

https://www.internazionale.it/notizie/2015/03/17/lo-scandalo-petrobras-in-cinque-punti

https://www.internazionale.it/opinione/gwynne-dyer/2018/09/06/lula-brasile-elezioni

https://www.internazionale.it/opinione/bernard-guetta/2018/04/06/brasile-mani-pulite-lula

https://mg.co.za/article/2018-09-05-the-man-who-could-save-brazil-is-in-jail

https://mg.co.za/article/2016-09-14-former-brazil-president-lula-da-silva-wife-and-six-others-charged-with-corruption

https://it.wikipedia.org/wiki/Luiz_In%C3%A1cio_Lula_da_Silva

https://theintercept.com/2019/06/09/brazil-car-wash-prosecutors-workers-party-lula/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/11/brasile-il-processo-a-lula-ha-avuto-un-obiettivo-politico-e-bolsonaro-e-di-nuovo-nei-guai/5245321/

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